around jazz

ascolti, pensieri, ricordi, riflessioni 


a cura della redazione di radio/altriSuoni

CHET BAKER
Murakami Haruki

La musica di Chet aveva un inconfondibile profumo di giovinezza. Nelle performance col suo quartetto si avverte una sfumatura di solitudine assorta. Il suono non vibrato perfora l’aria in linea retta, poi svanisce nel nulla. È un suono coraggioso il suo, infinitamente patetico.

The Thrill Is Gone  / Chet Baker (tp, voc), Russ Freeman (p), Carson Smith (b), Larry Bunker (d)

Chet Baker Quartet / Pacific Jazz, 1953
Chet Baker with Russ Freeman

HOAGY CARMICHAEL
Ted Gioia

La visione artistica di Carmichael era stata stimolata dal suo amico cornettista Bix Beiderbecke. Lo spirito e lo stile improvvisativo di Bix infondono le complesse frasi che fanno di “Stardust” la canzone forse melodicamente più complessa tra i successi della musica americana.

Stardust / Hoagy Carmichael (p, voc) among others
Stardust Melody / compilation
Hoagy Carmichael

LESTER YOUNG
Marco Ravasini

Lester Young iniziò col suonare la batteria. Scelse il sax quando si accorse che, mentre la smontava, i suoi compagni avevano combinato con le ragazze presenti. Il suo primo modello fu Trumbauer col suo C-Melody sax e forse per questo ricercò sul tenore un suono più leggero.

There Will Never Be Another You  / Lester Young  (ts), Oscar Peterson (p), Barney Kessel (g), Ray Brown (b), J.C. Heard (d)

The President Plays / Verve, 1952
Lester Young

BILL EVANS
Murakami Haruki

L’idioma che aveva fino allora definito Bill Evans viene smontato. Ci sentiamo liberati, gettiamo via i vestiti vecchi. La nostra pelle assume un colorito diverso, la nostra coscienza si espande. C’è un accesso di febbre, uno spirito che nutre. Essere innamorati non è proprio questo?

My Foolish Heart  / Bill Evans (p), Scott LaFaro (b), Paul Motian (d)

Waltz for Debby / Riverside, 1961
Bill Evans