AKA MOON

Live at the Kaai - 31.3.1993

Carbon7 - 1999


  • Musicisti: Fabrizio Cassol, sax contralto; Michel Hatzigeorgiou, basso elettrico; Stéphane Galland, batteria.
  • Brani: Aka Moves / Aka Earth / Aka Truth / Rebirth Part 7 / Bruit / Rebirth Part 8.

Valutazione: 4/5


di Francesco Varriale


È certamente piena d'energia questa lunga cavalcata live del trio belga Aka Moon, registrata ben sette anni fa al Kaai (un locale di Bruxelles che il gruppo è riuscito a riempire per lunghi periodi di tempo con i suoi concerti) e pubblicata, come i precedenti lavori, dall'etichetta belga Carbon7.
Attiva dagli inizi del decennio scorso, la formazione ha avuto una svolta decisiva a seguito di un viaggio che i tre componenti hanno effettuato nella Repubblica Centroafricana tra i pigmei Aka, i cui influssi si fanno chiaramente sentire nella ritualità della musica prodotta. Tra l'altro il trio Aka Moon è stato eletto miglior gruppo jazz belga nel 1997 e nel 1998, con Cassol insignito del Django d'Or come miglior musicista di jazz del 1998.
Si diceva della ritualità della musica del trio, evidenziata in questo disco da brani il cui tema è costituito il più delle volte dai riff di Cassol che, ripetuti a lungo, rimandano immediatamente a Steve Coleman, con repentini cambi di ritmo che ne rendono molto vivo l'ascolto.
La lunghezza dei brani (i primi tre vanno dai 14 ai 23 minuti ognuno) risulta quindi funzionale ed il riff diventa una sorta di Om, di avvio alla meditazione. In questo risulta poi fondamentale l'apporto della ritmica, con Galland che suona quasi sempre sopra il tempo e con Hatzigeorgiou che mostra chiaramente l'influenza che ha avuto su di lui la musica di Jaco Pastorius e, di riflesso o direttamente, quella di Jimi Hendrix (espressamente citato durante l'esecuzione di "Aka Earth"). Al primo impatto, le particolari sonorità e la presenza del basso rimandano immediatamente al jazz elettrico, ma ben presto ci si accorge che la musica del trio è molto più vicina all'estetica free che non al rock.
Emerge quindi da questo lavoro la concezione di una musica che non si esaurisce in se stessa, ma che spinge allo svolgimento di un rito, in cui le composizioni costituiscono un pretesto per giungere a risultati ancora più profondi.


Link:
- Fabrizio Cassol: www.fabriziocassol.com


articolo pubblicato nel 2000 su musicbOOm