RECENSIONI BREVI - 2015


AJAR: Ajar (Dodicilune) - Ajar è un quartetto formato dal pianista Luigi Esposito (autore di quasi tutti i brani), dal trombettista Charles Ferris, dal contrabbassista Umberto Lepore e dal batterista Marco Castaldo. Esso opera prevalentemente nel circuito napoletano e presenta qui nove tracce che sembrano per lo più ispirate a una dimensione cameristica nordeuropea di stampo Ecm (in particolare ai gruppi Masqualero e First House) col rischio di risultare per questo un po’ datate. I brani sono ben eseguiti e i musicisti sembrano padroni della scena, ma la musica pare non decollare come accade nei modelli di riferimento. Notevole il contributo di Davide Maria Viola al violoncello in “Riccardo”. (f.v.)


SYLVANO BUSSOTTI: Brutto, ignudo (Amirani Records) - Alternando gli interventi musicali solitari del pianista Gianni Lenoci e del clarinettista Rocco Parisi con estratti di un’intervista di Gianni Mimmo a Sylvano Bussotti, il disco pone l’accento sull’essere artista, ancor più che musicista, del compositore fiorentino. E così, le letture aperte che i musicisti ci offrono delle partiture visive di Bussotti ben si combinano con le narrazioni di quest’ultimo sulla genesi di “Novelletta”, sulle digressioni di Rilke, sui rapporti con Berio e la Berberian, sulle esperienze con Boulez e Stockhausen. Lenoci e Parisi sono eccelsi rispettivamente su “Novelletta” e “Variazioni Berio per clarinetto”. (f.v.)


TERRI LYNE CARRINGTON: The Act Years (Act) - L’etichetta tedesca ACT ci propone una raccolta di brani estratti da alcuni dischi che la batterista Terri Lyne Carrington ha registrato, a proprio nome o a supporto di altrui progetti, negli anni tra il 2002 e il 2004. Tralasciando l’aspetto meramente commerciale dell’operazione, suggeriamo l’ascolto di “Ethiopia” e “Midnight Intent” (tratti da "Structure", col sax di Greg Osby in evidenza) nonché di quattro brani estratti da "Purple", il disco del chitarrista Nguyen Le dedicato a Jimi Hendrix. (f.v.)


JOSÈ DANIEL CIRIGLIANO: Opere contemporanee per clarinetto (Tactus) - Musicista abile sull’intera famiglia dei clarinetti, Cirigliano si mostra originale nel dar nuova forma a partiture complesse e aperte in cui il momento dell’interpretazione risulta determinante. In particolare, va rimarcata la sua capacità di dar vita a spazi nuovi attraverso una personalissima ricerca sul suono (anche della voce) ed un pregevole controllo dello strumento, dando continuità e coerenza formale ad una tracklist che include, tra i brani, “Jubilus I” di Flavio Testi, “Cachucha” e “Ribes nero” di Fabrizio De Rossi Re, “Outvoice, outstep and outwalk” di Svetlana Azarova e “Sequenza IX” di Luciano Berio. (f.v.)


ARMANDA DESIDERY: Blackmamba (fo(u)r) - In questo pregevole disco di composizioni originali, la pianista napoletana ci mostra tutti i vari aspetti della sua formazione musicale che vanno dalla classica al jazz, anche nella sua accezione più latina. In dimensioni sempre equilibrate per l’intero lavoro, si apprezza molto la bravura della leader nel dare spazio agli altri componenti del quartetto, su tutti il sassofonista Giulio Martino, agile e al contempo robusto sia al tenore che al soprano. A completare la formazione i bravi Antonio De Luise al contrabbasso e Gianluca Brugnano alla batteria. Tra i brani si segnalano "Divagazioni", "Peter Pan" e il brano che dà il titolo al disco. (f.v.)


MATHIAS EICK: Midwest (Ecm, distr. Ducale) - In un viaggio musicale dalle sonorità nordeuropee che rimandano alle prime produzioni Ecm degli anni Settanta, il trombettista norvegese Mathias Eick si lascia ispirare dalle atmosfere del “Midwest” americano per proporci otto composizioni originali che, ben strutturate in quanto a scrittura e arrangiamento, ci mostrano un quintetto affiatato i cui componenti riescono a dare il meglio di sé (il violinista Gjermund Larsen e il pianista Jon Balke su tutti) nelle parti solistiche e d’insieme. Tutto perfetto e ben eseguito, ma nulla che riesca davvero a emozionare. (f.v.)


AMINA FIGAROVA: Blue Whisper (In+Out) – Abile pianista e sensibile compositrice, la cinquantunenne azera Amina Figarova si ripropone con un lavoro in cui la scrittura e l’arrangiamento paiono molto curati, soprattutto per gli ensemble allargati cui sono rivolti, formazioni dalle quali emergono soprattutto i due sassofonisti che si alternano nella frontline, Wayne Escoffery e Marc Mommaas. Ovviamente l’attenzione maggiore va rivolta alla leader, per un pianismo composto e mai prolisso anche quando si cimenta in momenti improvvisativi complessi, come accade in “Moving Upwards”. Da rimarcare anche l’ottimo lavoro di Bart Platteau, il cui flauto caratterizza l’intero lavoro. (f.v.)


FUNK OFF: Things Change (Via Veneto Jazz / Jando Music) – Marching Band fondata nel 1998 e giunta al sesto disco, Funk Off presenta tredici tracce con arrangiamenti elaborati in cui gli impasti dei fiati e la propulsione risultano fortemente caratterizzanti. Alcuni ospiti di rilievo (tra cui il trombonista Fred Wesley in “Bill and the Sweet Fairy”) e solisti stabili della formazione non raccontano nulla di nuovo rispetto a quanto già ascoltato nei precedenti lavori, anche se tutto risulta comprensibile viste le caratteristiche della band che trova una sua ragion d’essere nelle performance in strada. Un disco comunque piacevole per chi vive il jazz soltanto nelle kermesse estive. (f.v.)


QUINTORIGO + ROBERTO GATTO: Around Zappa (Intuition) – Riuscitissimo connubio tra un gruppo di grandi musicisti ed il batterista italiano più affermato, questo disco celebra un genio musicale del Novecento in un territorio tra jazz, rock e contemporanea, con arrangiamenti curati in cui la voce di Moris Pradella prova ad andare oltre quella di Frank Zappa. Ma è tutto il gruppo a calarsi con trasporto e sensibilità nell’opera del compositore italo-americano in un lavoro in cui segnaliamo “Uncle Meat” e “Lucille Has Messed My Mind Up” come gli episodi più riusciti. Roberto Gatto? Un autentico motore. Disco fortemente consigliato! (f.v.)