LORENZO VITOLO: Changing Shapes

Challenge Records - 2020 (reg. 2019)

valutazione 4,5/5

  • musicisti: Lorenzo Vitolo, pianoforte; Rafael Abdalla, contrabbasso; George Potamianos, batteria.

  • brani: Unusual Muse / Beyond Desire / Blue in Green / Vicinity / Unspoken Words / Apart / Next Stop.

di Francesco Varriale


Aspettavamo da un po’ l’uscita di questo disco. L’aspettavamo perché tutto ciò che avevamo ascoltato, visto e saputo di Lorenzo Vitolo ci era piaciuto: i video pubblicati su YouTube nei quali si apprezza tutta la sua bravura tecnica e la sua sensibilità artistica; le notizie sui suoi successi in importanti concorsi nazionali ed internazionali. Ma poi è accaduto di conoscerlo, Lorenzo, e di apprezzarne anche la serietà, l’amore verso la musica, la semplicità di un ragazzo che sembra avere le idee chiare sul percorso da portare avanti e la consapevolezza del fatto che il talento va curato. E lui, di talento, ne ha tanto.

È stato proprio in seguito al primo premio conseguito al Leiden Jazz Award 2019, in Olanda, che il ventiduenne pianista napoletano ha messo insieme le sue idee musicali per concepire il primo disco da leader, pubblicato dalla Challenge Records. Sette tracce (sei originals e uno standard) per quarantasette minuti di ottima musica nella quale Vitolo lascia confluire buona parte del suo bagaglio artistico, coniugando al meglio la conoscenza della storia del piano jazz e quella della musica classica e giocando molto sulla forma. Se nelle ballads (Beyond Desire e Apart) si colgono echi del filone romantico - quello che parte da Evans e arriva a noi passando per Jarrett e Mehldau - nei brani a tempo medio (Unusual Muse) possiamo trovare la cura per la metrica che fu, ad esempio, di Dave Brubeck mentre un certo furore di stampo boppistico lo si riscontra nella parte solistica della conclusiva Next Stop.

Ma Lorenzo Vitolo è anche un musicista coraggioso che non ha alcun timore di avvicinarsi a un monumento della storia del jazz e restaurarlo secondo la sua visione della musica. Blue in Green, la meravigliosa composizione di Davis e Evans, viene qui stravolta nel tempo di esecuzione e nel ritmo, diventando il pretesto per escursioni solistiche davvero coinvolgenti.
Un lavoro molto bello, questo, nel quale risulta determinante l’intesa con il resto del trio, il contrabbassista brasiliano Rafael Abdalla e il batterista greco George Potamianos.

Perché non si può pensare al piano trio senza aver assimilato a dovere il concetto di interplay.



articolo pubblicato nel marzo 2020