RENATO D'AIELLO EURO ALL STARS

Introducing

Spotlite Records - 2001


  • Musicisti: Renato D'Aiello, sax tenore e contralto; Mark Bassey, trombone; Phil Lee, chitarra; Gary Husband, pianoforte; Nicola Muresu, contrabbasso; Sebaastian De Krom, batteria.
  • Brani: This I Dig for You / You're My Everything / Skylark / How Can We Be Wrong? / Very Early / Chi Chi / Body and Soul / Here I'll Stay / Chapter One / In a Sentimental Mood / I Remember You / Be My Love.

Valutazione: 4/5


di Francesco Varriale


Dire che la scoperta di Renato D'Aiello da parte di chi scrive è stata piacevole è forse poco, nel senso che ascoltarlo dal vivo prima e su disco poi ha regalato la sensazione di trovarsi in un jazz club degli anni '50, per le calde atmosfere del suo sassofono, per l'articolazione del fraseggio, per la scelta del repertorio.
Volendo poi cercare un'ascendenza artistica per D'Aiello, non si può fare a meno di pensare a Dexter Gordon, e ciò accade soprattutto per le sue interpretazioni di ballads, per le quali occorre ascoltare con attenzione le versioni di "Skylark", "Body and Soul" ed "In a Sentimental Mood" incluse in questa prima uscita discografica a proprio nome, intitolata "Introducing" e registrata nel 2001 per l'etichetta inglese Spotlite Records.
Nato a Napoli, dopo un lungo periodo da session man in vari ambiti (suonando, tra gli altri, con Giovanni Tommaso, Tony Scott, Art Farmer, Rachel Gould), Renato D'Aiello si è trasferito nel 1999 a Londra, città in cui ha iniziato una serratissima attivitá concertistica con numerosi musicisti tra cui ricordiamo il chitarrista Phil Lee ed il trombonista Mark Bassey, che figurano nella formazione di questo disco.
Fatta eccezione per una composizione di Lee intitolata "Chapter One" e strutturata alla maniera dei brani dei Jazz Messengers di Art Blakey, il repertorio è costituito totalmente da standards riletti in chiave moderna, e tra questi emergono l'evansiana "Very Early", la parkeriana "Chi Chi" e l'eterna "I Remember You".
I musicisti che accompagnano D'Aiello contribuiscono in maniera determinante alla riuscita del disco, con una menzione particolare per il chitarrista Phil Lee che svolge qui, soprattutto sui tempi medi, il ruolo che fu di Jim Hall nei quintetti di Bill Evans.
Per D'Aiello una prova importante che lo mette in mostra verso il grande pubblico e che evidenzia il suo notevole bagaglio musicale.


Link:
- Renato D'Aiello: www.renatodaiello.net


articolo pubblicato nel 2002 su All About Jazz