live:

MARIA PIA DE VITO

ENRICO RAVA

ROBERTO TAUFIC

Pomigliano Jazz Festival

Cratere del Vesuvio (Na)

30 agosto 2015


  • musicisti: Maria Pia De Vito, voce; Enrico Rava, flicorno; Roberto Taufic, chitarra.


di Francesco Varriale


Uno di quegli eventi che possono lasciare il segno.

Ogni cosa era al suo posto: la faticosa e stupefacente salita per giungere in cima al vulcano, il clima sereno, la vista sul golfo di Napoli col mare calmo, l’aria fresca e la leggera brezza ai milleduecento metri della vetta, il pubblico e i musicisti divenuti una cosa sola, il tramonto, la musica, il fragore e il calore dei silenziosi applausi, la notte giunta con la luna piena a suggellare una giornata indimenticabile.

La seconda giornata del Pomigliano Jazz Festival ha regalato un concerto che vedeva insieme tre straordinari musicisti che, uniti per l’occasione, hanno suonato per un’ora e mezza qualcosa che da musica è diventata pura emozione, visto il coinvolgimento vissuto da tutti i presenti. Nell’alternarsi di classici napoletani più o meno recenti con composizioni di scuola brasiliana opportunamente tradotti in dialetto, Maria Pia De Vito, Enrico Rava e Roberto Taufic si sono esibiti con attenzione e rispetto per la magnificenza del paesaggio coinvolgendo in tale dimensione anche il pubblico che ha mostrato di apprezzare la musica senza applaudire, semplicemente agitando le mani verso il cielo tra un’esecuzione e l’altra.

Nel succedersi dei brani, ricordiamo “’Mmiezo ‘o ggrano”, “Retrato em branco e preto”, “Tammurriata Alli Uno”, “Construçao”, “Jongo de compadres” e “Voce ‘e notte” come alcuni dei momenti più coinvolgenti dell’evento che ha toccato vette di autentica commozione quando il pubblico ha accompagnato i musicisti durante l’esecuzione di due gemme di Pino Daniele, “Pace e serenità” e “Lazzari felici”, visto quanto è ancora vivo il dolore per la perdita dell’artista napoletano.

La profondità del flicorno di Rava, le doti interpretative della De Vito e il farsi orchestra della chitarra di Taufic vanno menzionati poi come pochi ma significativi dettagli di un evento che possiamo già considerare come irripetibile.



articolo pubblicato nel settembre 2015