DE VITO / HERAL / URBANEK / REIJSEGER

Tumulti

Il Manifesto - 2003


  • Musicisti: Maria Pia De Vito, voce, effetti elettronici; Patrice Heral, batteria, percussioni, voce, effetti elettronici; Ernst Reijseger, violoncello; Paul Urbanek, pianoforte, effetti elettronici.
  • Brani: Zoobab 'de Ouab / Verbo e umore / Forse no / Hallucinations/ Revolt / The Sixth Nonsense / Coloured Shadow / Michele [short movie] / Eklil / Watery Dreams / Jòga.

Valutazione: 4,5/5


di Francesco Varriale


Ad un anno dall'uscita di "Nel respiro", Maria Pia De Vito sembra liberarsi della prestigiosa, ma forse ingombrante, presenza di due 'padri' musicali come John Taylor e Ralph Towner per dar vita, insieme a Patrice Heral, a questo pregevole lavoro che va a collocarsi in quel parallelo filone di ricerca 'percussiva' che la cantante aveva avviato dal fondamentale "Phoné", passando poi per "Triboh".

Se il tumulto è definito come 'confusione, agitazione rumorosa e disordinata', c'è da dire che il risultato che qui ne deriva è molto vicino a quello generato dal caos (nella positiva accezione del termine), viste le forti sensazioni che l'ascolto di questo disco genera.

Nella sua autobiografia pubblicata da Arcana, Frank Zappa sosteneva che "nell'arte la cosa più importante è la cornice". Ebbene, qui la cornice si mostra di una labilità sorprendente, frantumandosi - ed è un bene - ogni qualvolta viene colpita da uno dei tanti elementi che caratterizzano questo lavoro e che costituiscono il vasto 'materiale' nel quale pescano i quattro musicisti.

Articolati frammenti di scrittura misti ad improvvisazione; poesia contemporanea che di volta in volta ispira un canto antico o fa sì che le parole abbandonino i loro 'significati' per diventare... suoni; un tema bop che si lascia frantumare riacquistando nuova vita, perchè si è moderni soltanto se si guarda alla tradizione per superarla; un uso dell'elettronica che resta 'strumentale', senza mai diventare un intento; un nome proprio che diventa una cellula intorno alla quale costruire... un breve film; l'inevitabile sguardo alla musica pop/rock con quella che in altri ambiti si direbbe una 'cover' e che qui... si riscatta dall'originale.

Il tutto per un disco da 'vivere' dalla prima all'ultima nota, nel quale i quattro protagonisti mostrano di avere una concezione della musica molto personale, di certo svincolata dalle possibilità (e quindi dai limiti) dei propri strumenti.

Qualcuno forse storcerà il naso sostenendo che si è usciti dall'ambito del jazz, ma allora dovrà spiegarci qual è, oggi, la cornice del jazz.


Link:
- Maria Pia De Vito: www.mariapiadevito.com


articolo pubblicato nel 2000 su MusicbOOm