DE VITO / TAYLOR / TOWNER

Verso

Provocateur Records - 2000


  • Musicisti: Maria Pia De Vito, voce; John Taylor, pianoforte; Ralph Towner, chitarra.
  • Brani: Renewal / Scugnizzeide / Afterthought / Nova luce / Al tramonto / Verso / Chiara / I Knew It Was You / L'ombra e la grazia / Redial.

Valutazione: 4,5/5


di Francesco Varriale


"Verso" è un disco che sintetizza tre anni di lavoro portati avanti dal trio De Vito / Taylor / Towner, il cui sodalizio ebbe inizio nello stesso periodo in cui fu pubblicato "Phoné", il disco di Maria Pia De Vito che annoverava tra i musicisti proprio John Taylor al piano. Le prime performance del trio costituirono da un lato la presentazione - abbastanza velata a dire il vero - di "Phoné", dall'altro la genesi di "Verso", con un repertorio che includeva brani che oggi ritroviamo sui due dischi.

Inutile dire che l'intesa fra i tre è cresciuta, partendo da un'unione di forti personalità che hanno pian piano generato una sola entità in cui i componenti emergono sia per le loro individualità che per le enormi capacità di contribuire ad un progetto comune in totale interplay.

Se da un lato l'intesa fra John Taylor e Ralph Towner appare testata da più di vent'anni, ovvero a partire dall'incisione di "Départ" del trio Azimuth, dall'altro può risultare interessante analizzare alcuni aspetti del percorso artistico di Maria Pia De Vito.

Gli esordi discografici, in un LP intitolato "Hit the Beast", la vedevano alle prese con uno standard come la mingusiana "Duke Ellington's Sound of Love" e con brani molto coinvolgenti come "Francis" e "Tempi cupi", "Sarah's News" e soprattutto "Wild Cats", composizione del chitarrista Pietro Condorelli arricchita da un canto scat dai ritmi molto sostenuti.

Subito dopo è iniziata (ma sarebbe più esatto dire che si è resa evidente) per la De Vito una lunga fase di ricerca attenta su più fronti. Innanzitutto il discorso portato avanti nei primi anni '90 sui cosiddetti new standards; poi la (ri)scoperta della lingua napoletana, adottata per il canto jazz in un intreccio che agli ascoltatori più superficiali poteva sembrare azzardato ma che alla lunga si è rivelato vincente.

I brani presentati in questo lavoro, pur essendo ben noti per le loro versioni originali, acquistano qui nuova vita, aprono a nuove sensazioni in quella dimensione rarefatta che farebbe pensare alla cosiddetta 'estetica ECM', con la differenza che il clima 'nordico' della casa bavarese si è qui trasformato in 'mediterraneo'.

Verso si mostra allora come un lavoro concluso, finito ma con possibilità di evoluzione, in cui le sonorità della chitarra di Ralph Towner così ricche di ampi spazi di luce, il pianismo percussivo di John Taylor e quella sua maniera 'matematica' di comporre e di produrre cellule sonore, la veracità canora di Maria Pia De Vito ed i suoi testi così profondi, si fondono in un prodotto che induce l'ascoltatore al sogno. E che lo invita con delicatezza ad immergersi nella solarità di brani come "Renewal" e "I Knew It Was You", nel ritmo di "Verso" e "Redial", nel teatro di "Scugnizzeide", nelle geometrie di "Afterthought" e "Nova luce", nella poesia pura di "Al tramonto" e "Chiara".


Link:
- Maria Pia De Vito: www.mariapiadevito.com


articolo pubblicato nel 2000 su All About Jazz Italia