SALVATORE TRANCHINI

Faces

Red Records - 2003


  • Musicisti: Fabrizio Bosso, tromba; Daniele Scannapieco, sax tenore; Francesco Nastro, pianoforte; Aldo Vigorito, contrabbasso; Salvatore Tranchini, batteria.
  • Brani:  Eurostar / Just A Moment / Sad Day / Triton / Baires / Running / Que te pasa / Nettuno / I Remember Clifford.

Valutazione: 4,5/5


di Francesco Varriale


Salvatore Tranchini è uno di quei musicisti che si allontana dalle scene un po’ troppo spesso, ma quando ritorna lo fa nel migliore dei modi, trovando sempre carta bianca per i suoi progetti in casa Red Records. E così, a distanza di anni dal bellissimo "Radio Suite", presenta un lavoro realizzato con un quintetto tutto italiano, in perfetto stile hard bop e perfettamente calibrato nell’alternare sapientemente brani sostenutissimi e ballads particolarmente intense.

Dobbiamo dire che dall’ascolto di questo disco chi scrive ha avuto delle conferme, ma anche delle piacevolissime sorprese. Tra le prime innanzitutto Fabrizio Bosso, assolutamente impeccabile sui tempi veloci e molto coinvolgente su quelli lenti (anche quando si cimenta nel controcanto all’altro strumento a fiato) ed abile nell’arte della citazione (notevole il suo omaggio a Coltrane nel finale del suo assolo su "Eurostar"); poi Aldo Vigorito, solido contrabbassista che ben conosce il senso dell’interplay e che meriterebbe riconoscimenti molto al di là dei confini campani; infine Salvatore Tranchini, quello che a Napoli si direbbe ‘na bella capa, artista ad ampio raggio, batterista esperto, autore di testi bellissimi (come quelli inclusi nel citato "Radio Suite"), ma anche performer in eventi da lui stesso concepiti, come lo spettacolo "Canto della possibilità di sopravvivere", tenuto una decina d’anni fa con ospiti prestigiosi come Michael Brecker e Maria Pia De Vito.

Le sorprese? Chi scrive confessa di non essere mai rimasto colpito positivamente da Francesco Nastro e Daniele Scannapieco prima d'ora. In "Faces" i due danno però chiaramente dimostrazione di essere ormai musicisti maturi: Nastro ha asciugato il suo pianismo, perdendo quella torrenzialità che ostentava eccessivamente sui tempi veloci ed acquisendo invece un linguaggio proprio, molto vario, lontano ormai da quello che poteva essere un suo riferimento degli inizi, McCoy Tyner; Scannapieco ha invece lavorato molto sul suono, robusto e leggero a seconda delle circostanze, sempre perfettamente calibrato, risultando molto comunicativo e a tratti struggente (come nella ballad "Just A Moment" o nella bellissima, intrigante "Sad Day").

Varietà delle composizioni, sapiente alternanza di parti scritte ed improvvisate, un duo di fiati assolutamente perfetto negli assieme, una ritmica solida, esperta, ben calibrata. Ingredienti, questi, sufficienti a far sostenere che "Faces" sia un disco particolarmente riuscito.



articolo pubblicato nel 2004