Enrico Rava: Full of Life

ENRICO RAVA

Full of Life

Cam Jazz - 2003


  • Musicisti: Enrico Rava, tromba, flicorno; Javier Girotto, sax baritono, sax soprano; Ares Tavolazzi, contrabbasso; Fabrizio Sferra, batteria.
  • Brani:  Recuerdos / The Surrey With The Fringe On Top / Mystere / Miss MG / Moonlight In Vermont / Boston April 15th / Happiness Is To Win A Big Prize In Cash / Nature Boy / Full Of Life / Visions / Miss MG (alt. take)

Valutazione: 4/5


di Francesco Varriale


Dopo l'esplicito omaggio a Miles realizzato insieme a Paolo Fresu - "Plays Miles Davis" - Enrico Rava torna a rendere tributo all'altro suo musicista di riferimento, Chet Baker, a distanza di qualche anno da "Shades of Chet", realizzato per la Via Veneto Jazz sempre con Paolo Fresu. 

E lo fa con un lavoro che per certi versi ci sembra più indovinato del precedente, per quanto non ci sia qui un'aperta dichiarazione d'intenti, né tantomeno un repertorio che possa rimandare a Chet, trattandosi di 8 originals e di 3 standards di cui non ricordiamo versioni bakeriane

Ma al trombettista americano viene da pensare per la formula del pianoless quartet (con Javier Girotto che, quando imbraccia il sax baritono, non disdegna di fare il Mulligan), ma anche per certe atmosfere intime, ed ancora per un fraseggio agile che rimanda a certe registrazioni di Chet degli anni '50 (quelle con Charlie Parker ed Art Pepper, per intenderci); non ultimo, il titolo del CD, visto che pochi altri possono essere definiti "Full of Life" come Chet.

Certo la formula del quartetto senza pianoforte non è nuova per il trombettista, tornandoci subito alla mente lo straordinario "Enrico Rava Quartet" registrato negli anni '70 per la ECM, insieme a Roswell Rudd, Jean-François Jenny- Clark e Aldo Romano, in una dimensione certamente più libera. [Ma, del resto, quale formula può risultare nuova per un musicista che opera in vari ambiti da più di 30 anni?] 

Undici tracce (con una take doppia) per un lavoro gradevolissimo nel quale fanno la loro indiscutibile parte Javier Girotto (bravissimo negli assolo al sax soprano, ma straordinario nel lavoro armonico al baritono), Ares Tavolazzi (per un accompagnamento sempre molto vario e ricco di spinta ritmica), Fabrizio Sferra (con un drumming sempre preciso e un pregevole lavoro di ricamo sui tamburi). 

Di Rava cosa dire? Forse che negli omaggi musicali resta sempre fedele al suo linguaggio, al suo suono, alla sua idea della musica, senza mai pensare di scimmiottare questo o quel musicista. [D'altronde, non ne ha bisogno]. E che, quando magari si parla di qualche suo lavoro meno esaltante, occorre tener presente che ci troviamo sempre a livelli alti, molto alti.



articolo pubblicato nel 2004