ARTISTI VARI

Hunger and Love (Billie Holiday 1915-2015)

Dodicilune - 2015


  • brani e interpreti: I Only Have Eyes for You (Cecilia Finotti) / Eclipse (Tiziana Ghiglioni) / Strange Fruit (Lisa Manosperti) / My Old Flame (Lisa Maroni) / Detour Ahead (Chiara Pancaldi) / You Gotta Show Me (Loredana Melodia) / Solitude (Stella Paterniani - Elisa Ridolfi) / These Foolish Things (Marta Raviglia) / Left Alone (Antonella Chionna) / Lover Man (Paola Arnesano) / You’ve Changed (Serena Spedicato) / God Bless the Child (Elisabetta Guido) / Gloomy Sunday (Serena Fortebraccio) / Sophisticated Lady (Camilla Battaglia) / That Old Devil Called Love (Letizia Magnani) / The Man I Love (Rachele Andrioli) / Misery (Silvia Manco) / For Heaven’s Sake (Cristina Renzetti) / You Don’t Know What Love Is (Elga Paoli) / I’m a Fool to Want You (Mara De Mutiis) / You Go to My Head (Silvia Anglani) / Don’t Explain (Barbara Errico) / Easy Living (Francesca Ajmar) / No More Tears (Gianna Montecalvo).
  • musicisti: Gaetano Partipilo, sax contralto (#1); Mauro Campobasso, chitarra, arrangiamento (#1); Luca Bulgarelli, contrabbasso (#1/5); Walter Paoli, batteria (#1); Simone Daclon, pianoforte (#2); Leo Gadaleta, violino (#3); Eugenio Macchia, pianoforte (#3); Giorgio Vendola, contrabbasso (#3/13); Pippo D’Ambrosio, batteria (#3/13); Baba Sissoko, ngoni, tamani (#4); Nico Menci, pianoforte (#5); Stefano Calzolari, pianoforte (#6); Mirko Scarcia, contrabbasso (#6); Fabio Grandi, batteria (#6); Piero Bittolo Bon, sax contralto (#8); Alfonso Santimone, tastiere (#8); Andrea Musci, chitarra (#9); Vince Abbracciante, fisarmonica (#10); Antonio Tosques, chitarra (#11); Pierluigi Balducci, basso elettrico (#11); Angelo Mastronardi, pianoforte (#12); Kekko Fornarelli, pianoforte (#13); Gianluca Di Ienno, pianoforte (#14); Alessandro Rossi, batteria (#14); Maurizio Piancastelli, tromba (#15); Valeria Sturba, theremin, violino (#15); Giancarlo Bianchetti, chitarra (#15); Rocco Nigro, fisarmonica (#16); Silvia Manco, pianoforte (#17); Riccardi Gola, contrabbasso (#17); Alessandro Marzi, batteria (#17); Cristina Renzetti, chitarra (#18); Alessandro Paternesi, batteria (#18); Elga Paoli, pianoforte (#19); Gian Piero Lo Piccolo, sax soprano (#19); Antonio Tosques, chitarra (#20); Marco Detto, pianoforte (#21); Andrea Castiglione, chitarra (#22); Renzo Strukelj, pianoforte (#22); Franco Feruglio, contrabbasso (#22); Emanuel Donadelli, batteria (#22); Antonio Zambrini, pianoforte (#23); Tito Mangialajo Rantzer, contrabbasso (#23); Gianni Lenoci, pianoforte (#24).

Valutazione: 4/5


di Francesco Varriale


Raramente una raccolta di brani di differenti musicisti riesce a colpire per centralità e spiccata identità del progetto, trattandosi il più delle volte di un insieme di tracce non originali tratte da dischi di differente provenienza. Per “Hunger and Love”, Gabriele Rampino e Dodicilune si sono tenuti distanti da tutto questo, riuscendo a trascinare nell’ardito progetto ben ventiquattro cantanti (tutte voci femminili italiane, peraltro) che, in altrettante tracce che danno vita a un doppio cd, si cimentano coraggiosamente con canzoni tratte dal repertorio di Billie Holiday, il cui centenario della nascita ricorre quest’anno.

Cantanti affermate e con trascorsi importanti (Tiziana Ghiglioni e Paola Arnesano su tutte) si alternano così a giovani e promettenti voci che, talvolta provenienti da ambiti ‘altri’ (è il caso di Rachele Andrioli che abitualmente si muove in dimensioni etniche salentine), colpiscono per la maturità mostrata nell’affrontare canzoni che, talvolta dai testi più che impegnativi, indurrebbero inevitabilmente al confronto con gli originali. Invece, accade che arrangiamenti e interpretazioni colpiscono per la loro composta complessità (dando risalto alla linearità del canto) e per sonorità che talvolta decontestualizzano positivamente (un vero gioiello la versione ‘africana’ di “My Old Flame” eseguita da Lisa Maroni e Baba Sissoko).

Senza entrare in dettagli che non renderebbero giustizia alla bellezza di un lavoro che va ascoltato nella sua interezza, resta soltanto da ribadire quanto “Hunger and Love” sia un progetto riuscito (nel suo complesso e nelle singole parti) nonostante il continuo cambio di organico che vede ben figurare tanti musicisti abili nelle parti solistiche e nell’accompagnamento.

Un lavoro che testimonia quanto Dodicilune riesca ad essere un’etichetta protagonista del panorama discografico, non solo nazionale.


articolo pubblicato nell'agosto 2015