libri / DANILO REA: Il jazzista imperfetto

DANILO REA (e Marco Videtta)
IL JAZZISTA IMPERFETTO
Ed. Eri-Rai, 2018


di Francesco Varriale

Ciò che si prova nel terminare la lettura di quella che è, a tutti gli effetti, un’autobiografia è la sensazione di aver trovato un nuovo amico. I musicisti che ascoltiamo con maggior trasporto (e che ci emozionano) scandiscono le nostre giornate fino a punteggiare, talvolta, le tappe fondamentali della nostra vita.
Con “Il Jazzista imperfetto” - scritto a quattro mani con Marco Videtta - Danilo Rea ci fa rivivere alcuni di questi momenti che, per chi scrive, sono davvero tanti e tra essi ricordiamo: l’ascolto di “The Blessing”, l’ultimo disco del compianto Massimo Urbani nel quale c’è un brano, “What’s New”, sul quale Rea prende un assolo che potremmo definire ‘delirante con swing’; l’ascolto di “Lirico”, il disco di piano solo col quale il pianista, sfuggente da sempre ad ogni tipo di definizione stilistica, lasciava intendere quanto ogni genere musicale possa offrire materiale adatto ad essere manipolato; l’uscita del primo lavoro del Doctor 3, che confermava che le ore trascorse in giovane età ad ascoltare rock, pop e musica leggera avevano, anch’esse, un loro perché.
E poi ci sono gli innumerevoli racconti di Danilo Rea, la sua condivisione di “una vita di passione e improvvisazione” (come recita il sottotitolo del libro), punteggiata continuamente di incontri con personaggi che hanno davvero fatto la storia della musica e dello spettacolo (non soltanto in Italia), alcuni dei quali divenuti poi suoi amici. E, infine, i racconti di momenti privati – anche toccanti – di un uomo che ama fare del suo lavoro un’arte, divertendosi.


articolo pubblicato nell'aprile 2019