MICHELE DAMATO

Lemievocinonatempo

Isma Record - 2003


  • Musicisti: Michele Damato, pianoforte; Dario Rosciglione, contrabbasso; Salvatore Leggieri, batteria.
  • Brani: Resta cu' mme / Vieste '95 / Blue In Green / In A Sentimental Mood / Stella By Starlight / All The Things You Are / Je sto vicino a te / Lemievocinonatempo / All The Things You Are (alt. take).

Valutazione: 2/5


di Francesco Varriale


Gli intenti dichiarati da Michele Damato nelle note di copertina di questo suo primo lavoro con Isma Record, "Lemievocinonatempo", lasciano molto riflettere sui significati della musica, non solo di quella che si ascolta in questo disco.

Nel ringraziare pianisti come Pieranunzi, Jarrett, Mehldau, Petrucciani (in parte eredi e prosecutori di quella tradizione romantica derivata da Bill Evans), Damato chiede scusa per aver trascurato i musicisti ‘veloci’ che adottano patterns, sostenendo quanto tale musica sia lontana dall’arte. Se quest’ultima affermazione può risultare condivisibile da parte di chi scrive, è altrettanto vero che non basta non adottare patterns per avvicinarsi all’arte: condizione necessaria ma non sufficiente, quindi.

Nobili intenti, dunque, esattamente come sono nobili i musicisti cui Damato si riferisce nel suo pianismo. L’amore verso Brad Mehldau è dichiarato: si ascolti “Vieste ‘95” (il riferimento ai "Places" di Mehldau è voluto?) e la si confronti con “Unrequited”, la traccia numero 2 del terzo volume della saga "The Art Of The Trio" registrata dal pianista americano. I due brani si sviluppano alla stessa maniera: tema eseguito dal piano, dolcemente; assolo di contrabbasso (bravo ed intenso qui, Rosciglione); assolo di pianoforte in crescendo, con le mani che dialogano scambiandosi i ruoli, con la sinistra ad enunciare il tema; chiusura del brano con la ripresa del tema stesso. Per non dire della title-track, in piano solo, che rimanda in maniera evidente (soprattutto con l'incipit) alle registrazioni solitarie di "Elegiac Cycle". Ma si riconoscono in Damato anche i segni lasciati dagli altri musicisti citati in apertura, nel bene e nel male, visto che i mugolii di jarrettiana memoria alla lunga possono infastidire.

Non ce ne voglia Damato. Anche perché non fatichiamo a sostenere che nel suo pianismo si intravedono comunque spiragli di luce che lasciano ben sperare per il futuro, a partire dal modo in cui riesce a rielaborare del materiale semplice (come “Je sto vicino a te” di Pino Daniele) e ad accentuarne tutte le potenzialità bluesy. Così come siamo certi che oggi, a distanza di ben quattro anni dalla pubblicazione di questo disco, Damato starà lavorando ad un nuovo progetto, raccontandoci un po’ di se stesso. Peccato abbia dato ad esso il titolo "The Art of Piano Solo".


Link:

Isma Record: www.ismarecord.it


articolo pubblicato nel 2004