Rosario Giuliani: More Than Ever

ROSARIO GIULIANI

More Than Ever

Dreyfus Jazz - 2004


  • Musicisti: Rosario Giuliani, sax contralto e soprano; Remi Vignolo, contrabbasso; Benjamin Henocq, batteria; Richard Galliano, fisarmonica; Jean-Michael Pilc, pianoforte.
  • Brani: More Than Ever / Seven Thoughts / Dream House / I Remember Astor / J.F. / Mr. R.G / Suite et poursuite I,II,III / Mousieur Martin / London By Night / Bianco e nero.


di Francesco Varriale


Eccolo il disco che attendevamo da Rosario Giuliani. Se "Luggage" era un lavoro nel quale il sassofonista di Terracina si era lasciato andare in quella sua ‘naturale’ tendenza all’improvvisazione torrenziale, e se "Mr. Dodo" ci aveva invece mostrato un musicista immerso prevalentemente nella cura per la composizione e l’arrangiamento e per il gusto per la melodia, ecco che "More Than Ever" ci permette di ascoltare un musicista maturo, capace di effettuare un lavoro di sintesi dei precedenti lavori realizzati per la Dreyfus.

Così, liberatosi dai legami anche affettivi che poteva portargli un classico quartetto di sax più ritmica interamente italiano, Giuliani mette in piedi una formazione con musicisti di area francese nella quale fa sapientemente alternare il pianoforte e la fisarmonica come voce strumentale con cui dialogare. Con Jean-Michel Pilc in cinque dei dieci brani e con Richard Galliano in quattro di essi (i due suonano insieme soltanto nella bellissima “I Remember Astor”), il sassofonista non incentra più la musica esclusivamente su sé stesso, attendendo anzi dai suoi compagni la giusta ispirazione per le sue sortite solistiche (qui per lo più misurate ma comunque intense), senza disdegnare di prestare attenzione al suono del suo strumento.

Ma Giuliani si mostra un musicista completo e coraggioso soprattutto nella splendida “Suite and Poursuite I, II, III” (dando il meglio di sé come compositore e strumentista) ed in quel piccolo affresco che è “London By Night”, brani eseguiti in un trio che consente al leader di liberarsi anche del vincolo armonico del pianoforte.

Un lavoro, insomma, che ci mostra al meglio un musicista divenuto ormai una figura di spicco dell’attuale panorama jazzistico, non solo italiano. Un disco da consigliare vivamente.


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articolo pubblicato su altriSuoni nel 2004