AKI & KUNIKO: Over the Top

Acoustic Music - 2006 (reg. 2005)

valutazione: 4/5

  • Musicisti: Aki, chitarra acustica; Kuniko, koto a 13 corde, wa-kokyu; Sachio Suginuma, shakuhachi (3/8/9); Yuu Imafuku, taiko (7).

  • Brani: Over The Top / Unerhoertes / Trust / Hayama / Chance / Jyounetsu no Kuni / Hana-Mai / Ha / Over The Top (alt. take).

di Francesco Varriale


Ecco. Questo è uno dei motivi per cui conviene scrivere di musica. Tra tanto materiale d’ogni risma giunto in redazione – spesso a dire il vero di livello non eccelso – ecco che ogni tanto arriva la sorpresa che ti fa sobbalzare, soprattutto se ti capita di far girare il cd in auto dopo alcuni con i quali avevi rischiato di addormentarti per la noia.

L’etichetta tedesca Acoustic Music, attiva nel pubblicare tanti cd al punto da arrivare alla soglia della sovraproduzione, ci regala "Over The Top", un’autentica chicca costituita dalla performance live (frutto comunque di tre differenti concerti tenuti nel 2005) della coppia giapponese Aki & Kuniko, chitarrista il primo, suonatrice di koto la seconda.

E' proprio qui l’aspetto sorprendente, visto che al koto si è soliti collegare immediatamente le classiche musiche nipponiche atte a ricreare l’atmosfera ideale per la meditazione, ed in tale direzione erano tra l’altro giunte indicazioni significative in ambito jazzistico già negli anni Sessanta, allorquando il clarinettista italo-americano Tony Scott si cimentò in "Music for Zen Meditation", un lavoro che fece epoca e nel quale affiancava al suo clarinetto proprio un koto ed uno shakuhachi, strumento a corde il primo, a fiato il secondo. Ed Aki & Kuniko portano sul palco, per alcuni brani, anche Sachio Suginuma, suonatore proprio di shakuhachi, e Yuu Imafuku, all’opera con il taiko, grande e affascinante strumento a percussione.

L’aspetto sorprendente di questi musicisti è che non si lasciano vincolare dai propri strumenti, né rinchiudere in certi stilemi linguistici che rischiano di portare il discorso verso risultati di stampo folkloristico. In realtà è come se il koto si facesse guidare dalla chitarra verso dimensioni ‘altre’, più percussive (spesso particolarmente ritmate se non frenetiche), riuscendo così a dar vita a degli autentici duetti in cui nessuno strumento prevale sull’altro, in una situazione paritetica che vede i due musicisti dialogare e dettarsi reciprocamente spunti per l’improvvisazione.

L’aspetto più positivo di questa musica consiste nel fatto che ogni nota suonata viene percepita in pieno, non dando vita affatto a quell’accavallarsi di frasi che altrove – anche in dischi che nei decenni passati venivano considerati dei must (leggi "Friday Night In San Francisco" del trio McLaughlin/Di Meola/De Lucia) – portavano molto presto alla noia.

Onore al merito, quindi, ad Aki (autore di tutti i brani) e Kuniko per un lavoro riuscitissimo ed alla Acoustic Music per averlo pubblicato.


Link: Acoustic Music (www.acoustic-music.de)


articolo pubblicato nel 2006