live:

ENRICO PIERANUNZI ENSEMBLE


Pomigliano Jazz Festival 2000

Parco Pubblico - Pomigliano d'Arco (Na)

10 luglio 2000


  • musicisti: Enrico Pieranunzi, pianoforte; Marc Johnson, contrabbasso; Marcello Di Leonardo, batteria; Gabriele Mirabassi, clarinetto; Maria Pia De Vito, voce; Gianni Coscia, fisarmonica; Antonio Onorato, chitarra.


di Francesco Varriale


"Itinera" è un progetto originale del Pomigliano Jazz Festival, ideato da Onofrio Piccolo ed affidato alle mani del pianista e compositore Enrico Pieranunzi, un viaggio nel mondo reale e della fantasia, con escursioni sonore e mentali che trovano nell'improvvisazione jazzistica il miglior veicolo possibile per rappresentare musicalmente il concetto di viaggio, di esplorazione.

Per questo lavoro Pieranunzi ha messo insieme un nutrito e qualificato ensemble che ha variato il suo organico relativamente ai luoghi musicali e geografici da visitare, trovando nel clarinetto di Gabriele Mirabassi e nel canto di Maria Pia De Vito le voci con le quali raccontare storie e descrivere paesaggi, con una ritmica che vedeva, oltre il leader al pianoforte, Marc Johnson al contrabbasso e Marcello di Leonardo alla batteria.

I brani di apertura, composti dal pianista romano ed eseguiti in quartetto con clarinetto e ritmica, hanno condotto immediatamente in un mondo da fiaba: "Il canto delle differenze" e "Una piccola chiave dorata" hanno visto Gabriele Mirabassi nelle vesti di narratore di un racconto sempre vivo che è passato da un canto semplice ed ammaliante a picchi di improvvisazione assoluta con una naturalezza sorprendente. La formazione si è poi spinta oltre con l'aggiunta di Maria Pia De Vito nell'esecuzione del frenetico ed inquieto canto a cinque voci di "L'heure oblique". L'entrata della cantante napoletana ha portato il viaggio a fare tappa nelle sonorità partenopee nelle quali ha preso forma un mondo onirico grazie ad una ninna nanna di sua composizione intitolata "Il paradiso dei cacciottielli" e soprattutto grazie a quel meraviglioso quadro che è "Al tramonto", su musica del chitarrista Ralph Towner.

"Itinera" ha poi fatto tappa in Brasile, dapprima con una versione di "Manha de Carnaval" in cui si è esibito il chitarrista Antonio Onorato (tecnicamente bravo ma senza misura negli assolo ed ancora troppo vincolato al suo modello Pat Metheny), poi con l'eterna "Insensatez", nella quale si è avuta l'opportunità di ascoltare una De Vito particolarmente disinvolta anche con la lingua portoghese. Molto belli sono stati anche gli interventi del fisarmonicista Gianni Coscia, in particolare quelli in cui il suo suono, intrecciato a quello del clarinetto, ha condotto inevitabilmente nella dimensione ebraica della diaspora, che più di ogni altra può sintetizzare il concetto di viaggio. La serata si è quindi conclusa nelle sonorità argentine della bella "Chantango", composta da Enrico Pieranunzi ed incisa a suo tempo in trio con Marc Johnson e Paul Motian nell'ormai irreperibile "Untold Story", pubblicato dalla francese Ida.

In questo peregrinare, Enrico Pieranunzi si è mostrato un sapiente nocchiero che ha sempre dato l'impressione di poter condurre in porto la sua barca con maestria, senza invadere mai il campo (come avrebbe potuto fare un solista di tale caratura) per dare spazio ai suoi partner. Come dire che il progetto globale viene prima di tutto.

Quanto ai solisti, non si scopre certo qui la bravura di musicisti come Mirabassi e la De Vito, anche se una particolare nota va riservata a Marc Johnson, sempre puntuale e preciso negli assolo, mai dedito all'effetto spettacolare e soprattutto un musicista che, come pochi al mondo, riesce a dare ai suoi partner infiniti spunti interpretativi con l'accompagnamento sempre vario che lo contraddistingue. Un vero depositario del concetto evansiano di interplay.


Link:


articolo pubblicato su All About Jazz Italia nel 2000