live:

ENRICO PIERANUNZI QUARTET feat. ROSARIO GIULIANI

Otto Jazz Club - Napoli

3 maggio 2001


  • musicisti: Enrico Pieranunzi, pianoforte; Rosario Giuliani, sax contralto e soprano; Luca Bulgarelli, contrabbasso; Pierluigi Villani, batteria.


di Francesco Varriale


Il pianista e compositore Enrico Pieranunzi mostra di vivere un continuum artistico di grande coerenza, proseguendo una ricerca stilistica cominciata agli inizi di una carriera durante la quale ha sviluppato un aspetto melodico in cui non è quasi mai mancata un'impronta boppistica, a partire da quel bellissimo disco intitolato "Isis" registrato per la Soul Note nel 1980 con solisti come Art Farmer e Massimo Urbani. Per quanto sia "Isis" il disco bop di Pieranunzi, lo stesso stampo lo si riscontra, seppur pregno di una notevole cantabilità, in alcune composizioni presenti in "Soft Journey", registrato con Chet Baker proprio nel 1979-80 per la francese IDA.

Per questo concerto tenuto all'Otto Jazz Club di Napoli, Pieranunzi ha dato grande spazio ad un musicista che si sta facendo largo in questi ultimi anni e ci riferiamo al sassofonista Rosario Giuliani, particolarmente adatto ad esaltare il carattere delle composizioni del pianista che fanno riferimento ai dischi sopra citati. 

A completare il quartetto erano Luca Bulgarelli al contrabbasso e Pierluigi Villani alla batteria e c'è da dire che l'intensità emotiva che si è avvertita durante il concerto è stata in continua crescita, grazie anche all'intesa progressivamente raggiunta dai musicisti.

Come sempre accade quando è affiancato da un solista di rilievo, Pieranunzi ha suonato in totale relazione al fraseggio del sassofonista, sostenendolo nelle sue lunghe cavalcate solistiche sia al contralto che al soprano e mettendo in grande evidenza un fraseggio bop molto fluido e personale, sia nell'accompagnamento che negli assolo. La stessa ritmica è entrata nel concerto alla distanza, sostenendo i solisti nel migliore dei modi senza perdere l'occasione di citare qualche tema famoso durante gli assolo (come è capitato a Bulgarelli con la davisiana "Four").

Il repertorio utilizzato da Pieranunzi ha soprattutto messo in evidenza la sua vena compositiva, oltre alle qualità solistiche di Rosario Giuliani, autentico fuoriclasse in grado di esaltarsi particolarmente nelle situazioni da club, sfoggiando un fraseggio che al soprano ricordava il Coltrane nella fase a cavallo fra le registrazioni Atlantic e quelle del periodo Impulse!. Tra le composizioni eseguite vanno ricordate le eterne "All The Things You Are" e "Bye Bye Blackbird", oltre a veri gioielli di Pieranunzi come "Nightbird", "Echi" ed "Hindsight", in una serata che ha molto coinvolto i presenti.


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articolo pubblicato su All About Jazz Italia nel 2001