live:

ENRICO PIERANUNZI piano solo

Pomigliano Jazz Festival 2001

Parco Pubblico - Pomigliano d'Arco (Na)

11 luglio 2001


  • musicisti: Enrico Pieranunzi, pianoforte.


di Francesco Varriale


La penultima serata del festival ha riservato agli appassionati l'esibizione del pianista Enrico Pieranunzi, ultimamente particolarmente avvezzo alla performance solitaria ed ormai ospite abituale della rassegna campana.

C'è da dire che l'artista romano è riuscito nella sua sfida a tenere desta l'attenzione del numeroso pubblico presente, grazie soprattutto alla sua capacità di alternare brani ritmici (a tratti totalmente improvvisati) a sue composizioni (tra cui la nuova "El dia, la hora y su melodia"), ritrovando tra l'altro per strada numerosi standards (tra cui "Blue Monk") ed eseguendo alcuni suoi brani che ormai costituiscono dei veri e propri classici. Sebbene faccia talvolta riferimento ad alcuni pianisti del passato, Pieranunzi ha ormai definito una sua cifra stilistica che lo rende inconfondibile e nella quale si riconoscono echi bop, una notevole cantabilità, uno spiccato intimismo.

Ad inizio concerto sono state eseguite delle belle variazioni sull'evansiana "Very Early" (di cui troviamo un'interpretazione dilatata nel suo recente cd intitolato "Evans Remembered"), per passare poi ad un brano molto introspettivo su dimensioni lente, ma si è ascoltato anche il Pieranunzi più ritmico, in particolare in un brano in cui si è potuto apprezzare un continuo dialogo tra le due mani (spesso all'unisono a diverse altezze), di cui la sinistra in un pregevole e frenetico lavoro di walking bass che faceva pensare a Lennie Tristano e la destra che raddoppiava il tempo in una dimensione che talvolta diventava particolarmente swingante; inoltre, improvvise accelerazioni hanno amplificato l'effetto sorpresa di una musica in cui le strutture restavano spesso celate e per la quale non si avvertiva il benché minimo calo di tensione nonostante l'ora e mezza di concerto.

La parte finale dell'esibizione ha rivelato l'aspetto più melodico del pianista, con una bellissima interpretazione di "When I Fall In Love", in cui ogni nota è stata suonata con un'intensità commovente per giungere poi ad un finale sostenuto con continui richiami alla monkiana  "Well, You  Needn't" e la chiusura affidata a "Si peu de temps", composizione di Pieranunzi molto ritmata incisa a suo tempo in duo con Marc Johnson. Brani come "Don't Forget The Poet" (dedicata a Bill Evans) e "Je ne sais quoi" hanno infine evidenziato tutta la cantabilità delle composizioni di un musicista che sembra non fallire mai una prova, che si esibisca in solo o in formazione allargata fino al sestetto.


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articolo pubblicato su All About Jazz Italia nel 2001