JORGE REIS

Pueblos

Tone of a Pitch - 2004 (reg. 2003)


  • Musicisti: Jorge Reis, sax contralto e soprano; André Fernandes, chitarra; Nelson Cascais, contrabbasso; André Sousa Machado, batteria.
  • Brani:  Saqqara / S. / Plebeus / Pueblos / Magic Triangle / In’Mami / Origami / Vralsa.

Valutazione: 3/5


di Francesco Varriale


Perfettemente inserito nel discorso musicale dell’interessante etichetta portoghese chiamata Tone of a Pitch (TOAP), questo lavoro del sassofonista Jorge Reis si colloca in quel filone di ricerca che, partendo dai paesaggi sonori descritti da numerose registrazioni ECM degli anni ottanta, è poi riuscito a coniugare suoni etnici con certo mainstream jazzistico.

Per quanto la bella foto di copertina (scattata dallo stesso Reis) ci mostri un affascinante, isolato villaggio posto tra alture rocciose ed in primo piano i volti di quattro bambine (in quale parte del mondo siamo? in sudAmerica?), le sonorità proposte in "Pueblos" ci paiono piuttosto nordeuropee, evocatrici di spazi aperti, di paesaggi silenziosi, di temperature fredde, ed a ciò contribuisce in maniera determinante la chitarra di André Fernandes, che si riferisce apertamente a John Abercrombie così come al Bill Frisell degli anni Ottanta. Ma anche la batteria di André Sousa Machado giocata essenzialmente sui piatti, il contrabbasso di Nelson Cascais suonato talvolta con l’archetto e – perché no? – lo stesso suono del sax del leader che in più di un’occasione rimanda al Garbarek sideman degli inizi, sono tutti elementi che provocano quest’inconveniente stilistico.

L’ascolto libero, senza alcuna aspettativa, consente invece di apprezzare le qualità tecnico-espressive dei quattro musicisti, la capacità di Reis di tracciare intriganti linee di sassofono (sinuose al soprano, calde ad un contralto che si avvicina spesso ad un tenore), le trame intessute dalla chitarra di Fernandes, un accompagnamento libero, talvolta ricco colori, della ritmica. Ma, per quanto piacevole all’ascolto e ben suonato – tra l’altro con una buona qualità di registrazione – e per quanto si avverta una notevole intesa tra i musicisti, "Pueblos" non costituisce un lavoro da segnalare tra i dischi imperdibili degli ultimi anni.

La traccia più riuscita? La rilettura di “Magic Triangle” del trombettista Dave Douglas, brano nel quale i quattro musicisti suonano al meglio sia nelle parti scritte che in quelle improvvisate, lasciandoci apprezzare un notevolissimo dialogo tra sax e chitarra.


articolo pubblicato nel 2004