live:

WAYNE SHORTER QUARTET


Ravello Festival

Belvedere di Villa Rufolo, Ravello (Sa)

16 luglio 2017


  • musicisti: Wayne Shorter, sax tenore e soprano; Danilo Perez, pianoforte; John Patitucci, contrabbasso; Brian Blade, batteria.


di Francesco Varriale


Spalti gremiti di un pubblico accorto e appassionato, per quello che si annunciava come uno degli appuntamenti più importanti del Ravello Festival. A esibirsi su quello che è probabilmente il palco più suggestivo al mondo, c’era il quartetto di Wayne Shorter, ottantaquattrenne sassofonista che rappresenta un’autentica leggenda vivente del jazz, musicista che ha segnato quasi sessant’anni di questa musica partendo da vari quartetti e quintetti che hanno inciso per la Blue Note, passando per la direzione artistica dei Jazz Messengers di Art Blakey e per lo storico quintetto di Miles Davis degli anni Sessanta, per l’esperienza dei Weather Report accanto a Joe Zawinul fino ad arrivare alle innumerevoli collaborazioni con musicisti e cantanti appartenenti ai più svariati ambiti musicali (Joni Mitchell su tutti) per i quali ha suonato assolo di infinita bellezza.

Da diciassette anni, dopo un periodo di oblio caratterizzato da tristi vicende familiari, Wayne Shorter ha costituito un quartetto stabile in cui suonano musicisti di assoluto spessore che gli consentono di tener viva una ricerca linguistica ed espressiva che costituisce una naturale evoluzione rispetto a quanto realizzato in un’intera carriera. Un’evoluzione nella quale brani come “Footprints” e “Orbits” costituiscono laboratori affascinanti e dalle infinite possibilità espressive.

Se in apertura di serata è stata presentata - in anteprima italiana - una suite intitolata “Scout”, a caratterizzare l’intero concerto è stata la parte centrale dello stesso, durante la quale i brani precedentemente citati – che pure facevano parte del repertorio del quintetto davisiano – sono stati appena sfiorati nelle armonie (il primo) o smembrati, rielaborati e ricomposti anche nella parte melodica (il secondo), in un lavoro per il quale sono stati determinanti il pianista Danilo Perez (abile nel trasformare temi di frasi semplici in straordinari tappeti armonici), il contrabbassista John Patitucci (autentico collante della sezione ritmica) e il batterista Brian Blade (con variazioni e impennate ritmiche dal fortissimo impatto).

A risaltare in questa dimensione di grande fascino, i sassofoni tenore e soprano di Shorter, musicista profondo, viscerale, intimista e lirico, capace di dar vita a lampi di autentica bellezza che riuscivano a dialogare, con grande poesia, perfino con le fiamme che illuminavano la notte in costiera.

Una notte di grande emozione che sarà ricordata a lungo.



articolo pubblicato nel luglio 2017