storie di jazz: THELONIOUS MONK

Pianista e compositore , nacque a Rocky Mount, NC, il 10 ottobre 1917. Tra i primi sperimentatori del be-bop, condusse quasi sempre piccole formazioni, riuscendo a coniugare vari linguaggi e stili musicali (gospel, swing, ragtime, stride piano, bop...) per dar vita a un linguaggio originale, proprio e assolutamente inimitabile. La sua grandezza è stata compresa dal grande pubblico soltanto negli ultimi decenni e il corpus delle sue composizioni è diventato per numerosi musicisti, nel tempo, un patrimonio inesauribile di trovate musicali melodiche, armoniche e ritmiche.  Tra le sue vicende personali va ricordata l'amicizia con Bud Powell e il particolarissimo legame con la baronessa Pannonica Rotschild de Koenigswarter, nella cui casa nel New Jersey morì il 17 febbraio 1982.

 

THELONIOUS MONK, a cura di Francesco Varriale (liberamente tratto da Geoff Dyer)

 

a proposito di Monk


Trying to explain music is like trying to dance architecture. (T.M.)


Monk enters the studio and starts playing, the rest of the musicians join him. After few minutes of play the technician from his room shouts and stops the band. Monk: "Why did we stop?". Technician: "I thought you were rehearsing". Monk: "Aren't we always?"


You've got to dig to dig it, you dig? (T.M.)


Monk non ha fatto nulla per rendere decifrabile la sua personalità e più accettabile la sua musica. Quasi sempre chiuso in un mutismo innaturale, apparentemente inadattabile e indifferente al mondo che lo circondava, subì impassibile i gravi inconvenienti che la sua reputazione di uomo e di musicista strambo gli aveva procurato, e non si mosse di un millimetro dalle sue posizioni. Quando poi fu accettato, quando cominciò a essere apprezzato da un pubblico abbastanza vasto, al punto da indurre quelli del “Time” a dedicargli la copertina e la relativa cover story, non dimostrò di essere particolarmente commosso dai riconoscimenti e dalle lodi, né modificò sostanzialmente il proprio modesto tenore di vita e le proprie abitudini. Si limitò a pagar meglio i suoi collaboratori, ad alloggiare con evidente piacere nei grandi alberghi durante le sue tournées in giro per il mondo, e a vestirsi con maggiore ricercatezza. Del resto, era stato sempre, a suo modo, elegante… (Arrigo Polillo)


La musica di Monk era ostinata e soave, intelligente ed eccentrica, e per una ragione che non capivo bene, nel complesso estremamente precisa. Una musica che aveva un’incredibile forza di persuasione su qualcosa nascosto dentro di noi. Era paragonabile a un uomo misterioso uscito dal nulla che appare all’improvviso, posa sul tavolo qualcosa di straordinario, e scompare cosí, senza dire una parola. Fare l’esperienza soggettiva di Monk significa accettare un enigma. Anche Miles Davis e John Coltrane sono musicisti geniali, sublimi. Però non furono mai, nemmeno una volta, «uomini misteriosi». (Murakami Haruki)


Musicista fondamentale! Ho scoperto la sua musica grazie a Cecil Taylor, con il quale ho lavorato per sei anni, dal 1953 al 1959. Già nel '53 abbiamo suonato un brano di Monk e nel '55 ho avuto l'opportunità di ascoltarlo dal vivo. Dal quel momento è nato in me un grande amore ed un grande interesse per la sua musica, cominciando a studiare di lui tutto quello che potevo. Ho avuto la fortuna di suonare con il suo gruppo per sedici settimane, nei club, nei teatri e nei festival, anche nella big band. Monk è stato una vera rivelazione per me, anche se la sua musica non era per niente facile, e si è mostrato sempre molto generoso nei miei confronti, con una grande umanità in ogni occasione. Un vero genio in grado di capire tutto della musica. (Steve Lacy)


I don't know where it's going. Maybe it's going to hell. You can't make anything go anywhere. It just happens. (T.M.)