audioteca: 1961-1970


BILL EVANS TRIO

The Village Vanguard Sessions

Milestone - 1961

Manifesto del piano trio e tra i momenti più alti per il concetto di interplay, le sedute sono state registrate tutte il 25 giugno dal trio che due anni prima costituiva la ritmica del clarinettista Tony Scott, con il rivoluzionario bassista Scott LaFaro ed il visionario batterista Paul Motian a condurre Evans nella sua fase di maggiore libertà espressiva. Fondamentale.


SONNY ROLLINS

The Bridge

RCA Victor - 1962

Il lavoro che riporta alla luce il sassofonista di Harlem dopo due anni di ritiro dalle scene, un periodo durante il quale Rollins soleva recarsi sul Ponte di Williamsburgh, a New York, per suonare in solitudine. Ad accompagnarlo, tra gli altri, il chitarrista Jim Hall, al meglio sia nelle ballads ("God Bless the Child") che nei brani a tempo sostenuto ("John S.").


DEXTER GORDON

Our Man in Paris

Blue Note - 1963

Occorre immergersi nel bellissimo film di Tavernier, "Round Midnight", per poter fruire al meglio di questo disco. Il personaggio che Gordon  interpreta è Dale Turner, una figura che richiama le gesta di Lester Young e Bud Powell, il pianista che qui lo accompagna con il trio che figurava nel parigino Blue Note agli inizi degli anni Sessanta, con Pierre Michelot e Kenny Clarke. Disco da godere tutto d'un fiato.


JOHN COLTRANE

A Love Supreme

impulse! - 1964

Il disco spartiacque della produzione di Coltrane, quello che prelude alla ricerca spirituale con una suite in quattro movimenti che segnano le prime tracce di un percorso ascetico che proseguirà nei pochi anni che il sassofonista vivrà da lì in avanti. McCoy Tyner, Jimmy Garrison ed Elvin Jones completano un quartetto che è, già da tempo, leggenda. "Psalm" il momento più intenso del disco.


AL JARREAU

1965

Bainbridge Records - 1965

Il questa che è la prima registrazione in assoluta del cantante di Milwaukee (di ben 10 anni precedente l'ufficiale "We Got By"), si respira l'aria da jazz club degli anni Sessanta grazie all'esecuzione di alcuni standards soltanto con l'accompagnamento di un trio pianistico: "Stockholm Sweetnin'", "Sophisticated Lady", "Come Rain or Come Shine" e una strepitosa "My Favorite Things" sono imperdibili.

CECIL TAYLOR

Conquistador!

Blue Note - 1966

Un lavoro fondamentale nella discografia di uno dei padri del Free Jazz, nel quale risultano determinanti la tromba di Bill Dixon e il sax contralto di Jimmy Lyons, con Henry Grimes, Alan Silva e Andrew Cyrille a completare una sezione ritmica strepitosa. Il pianismo del leader è sorprendente per la sua creatività, ricco della tensione di cui sono intrise le cristalline note che rendono Taylor un musicista unico.


MILES DAVIS QUINTET

Nefertiti

Columbia - 1967

Un lavoro che rappresenta al meglio la produzione discografica del quintetto davisiano degli anni Sessanta. Grazie a una sezione ritmica di altissimo livello (Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams) e all'arrivo di un giovane maestro come Wayne Shorter, la musica del quintetto prende la via che Miles cercava da anni. In "Nefertiti" è la ritmica ad improvvisare su un tema ripetuto fino all'ossessione dai due fiati.

CHICK COREA

Now He Sings, Now He Sobs

Blue Note - 1968

Nel suo secondo lavoro da leader, il pianista Chick Corea si lancia in esplorazioni di grande apertura formale grazie al supporto del giovane contrabbassista Miroslav Vitous e dell'esperto batterista Roy Haynes. Tra brani orginali e standards, spiccano "Matrix", "Now He Sings, Now He Sobs", "My One and Only Love" e "Pannonica". Passaggio fondamentale nella carriera di Corea.


CHARLIE HADEN

Libération Music Orchestra

Impulse! - 1969

Membro dell'original quartet di Ornette Coleman, il contrabbassista Charlie Haden avvia con questo disco un percorso orchestrale che resterà nella storia, sia per il messaggio politico-sociale che ne viene fuori, sia per gli autentici fuoriclasse della musica che vi partecipano, da Don Cherry a Paul Motian fino a Gato Barbieri e Roswell Rudd.  In "Song for Ché" si toccano vette di grande intensità.


ART ENSEMBLE OF CHICAGO

Le stances à Sophie

Pathé Marconi - 1970

Realizzato con quella che era già la formazione stabile definitiva del gruppo, il disco risulta coinvolgente sin dalla prima traccia, quel "Theme de Yo-Yo" in cui la ribalta è condivisa con la cantante Fontella Bass, all'epoca moglie del trombettista Lester Bowie. Per il resto, una ritualità sempre solenne che fa dell'AEOC uno dei gruppi più importanti della storia del jazz.

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